Life Writing: il valore di raccontarsi

Domenica 19 luglio abbiamo inaugurato un percorso che il Comitato NIAWA desiderava da tempo: uno spazio dedicato alla scrittura autobiografica e biografica femminile, pensato come occasione di crescita personale ma anche di incontro tra donne accomunate dalla curiosità di esplorare la memoria attraverso le parole.

Fin dall’apertura delle iscrizioni avevamo percepito un interesse che ci ha fatto molto piacere. La risposta è stata ampia e, soprattutto, sorprendentemente eterogenea. Al laboratorio partecipano donne che hanno alle spalle esperienze di vita molto diverse: alcune sono arrivate in Australia da pochi mesi e stanno ancora imparando a conoscere il Paese; altre vivono qui da decenni, tanto da poter raccontare un’Australia ormai scomparsa; altre ancora sono nate qui e portano con sé un’identità costruita tra più culture.

Ciò che le ha riunite è stato il desiderio di fermarsi per qualche ora a scrivere, ricordare, ascoltare e tramandare. Scrivere significa rallentare. Significa scegliere cosa ricordare, interrogarsi sul modo in cui la memoria costruisce la nostra identità, lasciarsi sorprendere da dettagli che sembravano dimenticati e che invece riaffiorano appena la penna inizia a muoversi sul foglio.

Il laboratorio, guidato dalla Prof.ssa Alice Loda, è nato proprio con questo spirito. Non con l’obiettivo di insegnare a “scrivere bene”, ma con quello di offrire strumenti, suggestioni e occasioni di riflessione per avvicinarsi alla scrittura autobiografica e biografica in modo consapevole.

Alice ha saputo accompagnare il gruppo con grande competenza e naturalezza, alternando riferimenti teorici, letture, proposte di scrittura e momenti di confronto. La sua capacità di creare un ambiente accogliente ha permesso alle partecipanti di sentirsi libere di sperimentare, senza il timore del giudizio e con la consapevolezza che ogni storia ha dignità di essere ascoltata.

Uno degli aspetti che ci ha colpite maggiormente è stato osservare come le differenze, anziché creare distanza, abbiano alimentato il dialogo. Chi è arrivata in Australia da poco ascoltava con interesse i racconti di chi ha vissuto le grandi ondate migratorie italiane. Chi è nata qui scopriva esperienze che appartengono alla storia delle generazioni precedenti. Chi vive in Australia da sessant’anni ritrovava, nelle parole di altre donne, emozioni che continuano a essere attuali.

È questa una delle grandi potenzialità della scrittura autobiografica: partire dall’io per arrivare al noi. Ogni esperienza personale mantiene la propria unicità, ma diventa anche uno specchio nel quale altre persone possono riconoscersi, ritrovando emozioni, domande o ricordi che pensavano appartenessero soltanto a loro.

Come Comitato NIAWA crediamo profondamente nel valore di iniziative come questa. Le associazioni oltre ad essere luoghi di ritrovo ed eventi, possono diventare spazi in cui costruire relazioni, custodire memorie e favorire il dialogo tra generazioni e tra percorsi migratori differenti. In una comunità come quella italiana in Australia, questo patrimonio di storie rappresenta una ricchezza straordinaria, che merita di essere ascoltata e tramandata.

Per questo desideriamo ringraziare tutte le partecipanti. Grazie per aver accolto l’invito con entusiasmo, per esservi messe in gioco, per aver dedicato tempo ed energie a questo percorso. Ogni presenza ha contribuito a creare il clima di fiducia e di ascolto che ha caratterizzato il primo incontro.

Un ringraziamento altrettanto sentito va alla Prof.ssa Alice Loda per la generosità, la competenza e la passione con cui sta guidando questo laboratorio, accompagnandoci alla scoperta delle infinite possibilità della scrittura come strumento di conoscenza di sé e degli altri.

Siamo solo all’inizio. Ci attendono ancora tre incontri, nuove letture, nuovi esercizi e, soprattutto, nuove storie. Se il primo appuntamento è stato un assaggio di ciò che questo percorso può diventare, siamo certe che nei prossimi mesi continueranno a nascere conversazioni, riflessioni e legami destinati ad andare ben oltre il tempo trascorso insieme in aula.

Perché ogni storia personale è unica. Ma è quando viene condivisa che inizia davvero a dialogare con le altre.
Grazie.

Manuela Rispoli

 

 

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